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Itinerari
Venezia ed il '900

Scoprire l’archeologia industriale e l’utopia dell’urbanistica novecentesca tra Porto Marghera, Mestre e Venezia è l’intento dell’itinerario. L’esperienza di muoversi comodamente in bicicletta e a piedi permette di fotografare e di visitare alcuni dei luoghi più “nascosti” del Novecento veneziano. Molteplici le figure carismatiche che “rivivono” lungo il percorso storico di conoscenza: Taliercio, Mattei, Breda, Volpi di Misurata, Piccinato, Samonà, Trincanato, Emmer. L’itinerario si inoltra nei parchi di San Giuliano e di Forte Marghera, appartenenti all’ampio sistema dei “Boschi di Mestre”, aree verdi di rigenerazione urbana atte all’aggregazione sociale, con programmi annuali di eventi sportivi e culturali. L’archeologia industriale a Venezia si esplicita nel complesso dell’Arsenale, piuttosto che nelle ex aree industriali della Giudecca quali il Mulino Stucky o l’Ex Junghans. Un modello di riappropriazione ad uso pubblico è la “Tesa 105” dell’Arsenale, concepita come un nuovo hub informativo correlato agli eventi internazionali.

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Alta Via delle Prealpi Trevigiane

Il percorso si allunga in quota lungo la dorsale prealpina trevigiana e rappresenta un itinerario ideale per gli appassionati di trekking, adatto anche ad altre pratiche sportive come il nordic walking e le escursioni con le ciaspole nel periodo invernale. Il tracciato interconnette ambiti geografici montani dal grande valore naturalistico, dal massiccio del Grappa fino al Col Visentin e all’altopiano del Cansiglio, all’estremità nord orientale del territorio provinciale trevigiano. Si tratta di un contesto in cui, accanto alle eccellenze paesaggistiche e ambientali, caratterizzate da scorci di straordinaria panoramicità, ci si può avvicinare al ricco patrimonio storico culturale, che fa riferimento alle tematiche belliche della Grande Guerra (con l’imponente Sacrario di Cima Grappa e il sistema delle trincee), ma anche alla tradizione della monticazione, ovvero dell’alpeggio, testimoniato dalle numerose malghe e pozze per l’abbeveraggio del bestiame che connotano il territorio a cavallo fra il bellunese e il trevigiano. I prodotti lattiero caseari quindi, assieme all’enogastronomia, sono prerogative dell’area attraversata dal percorso, che può godere della presenza di un altro sito di enorme interesse, il Bosco del Cansiglio, da cui proveniva il legname usato per la costruzione delle navi della Repubblica di Venezia.

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Dal Sile al Livenza

Partendo dalla greenway del GiraSile (Ciclovia E4), il percorso attraversa la parte orientale della provincia di Treviso e raggiunge il corridoio fluviale della Livenza, intercettando i più significativi siti naturalistici e storico architettonici presenti nel territorio fra i due fiumi. Sfruttando e intersecandosi con gli itinerari già esistenti, tra cui la Strada dei Vini del Piave, il tracciato prima si allunga nel basso Piave caro a Hemingway, toccando il Castello di Roncade, l’Abbazia del Pero di Monastier e il Sacrario di Fagarè, quindi, superata l’asta fluviale plavense, si inoltra in una vasta zona a vocazione vitivinicola, per la degustazione di ottimi vini. All’altezza di Motta di Livenza si giunge al porto fluviale della “Livenzetta”, punto strategico per la navigazione fluviale verso Caorle e la costa adriatica. Percorrendo verso nord la Livenza, una vera e propria oasi naturale lineare, si incontra l’ampia zona naturalistica del Prà dei Gai, e si raggiunge quindi la “città fluviale” di Portobuffolè, con i suoi musei e architetture nel centro storico. Da qui si perviene al parco Ansa Restera Zandegiacomi a Campomolino di Gaiarine e, attraversando la “Val de Gorg”, al Museo Comunale “Maglio dei Tonet” a Francenigo, affacciato sul corso della Livenza, via d’acqua che si presta sia all’escursionismo a piedi e in bicicletta sia a quello fluviale, utilizzando i numerosi approdi per canoe e barche. Partenza percorso: Francenigo di Gaiarine Arrivo percorso: Musestre

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GiraMonticano

Si tratta di un itinerario naturalistico che si snoda in sommità dell’argine del fiume Monticano, connettendosi con la rete delle piste ciclabili e della viabilità minore situata in prossimità del corso d’acqua. Si tratta del “corridoio fluviale” del Monticano, dove il patrimonio paesaggistico e gli elementi storico architettonici definiscono dei luoghi di interesse sia per l’escursionista che per la fruizione locale. Il tratto più orientale del GiraMonticano lambisce la città di Motta di Livenza, da cui si può proseguire, via terra o via fiume, verso Caorle o Sacile, sfruttando gli itinerari turistici lungo la Livenza. Rilevante, a Motta, anche il tema spirituale, con il celebre Santuario della Madonna dei Miracoli. Proseguendo verso occidente si giunge a Gorgo al Monticano, dove sorgono due notevoli Ville Venete, ora sedi di affermate attività ricettive, in cui è possibile degustare le peculiarità enogastronomiche locali. Il Monticano, più a monte, è quindi affiancato da ampie aree a parco, ideali per la sosta e lo svago. L’itinerario si spinge quindi verso Oderzo, l’antica Opitergium, nel cui centro storico si possono trovare scavi archeologici di epoca romana, interessanti musei e numerosi e prestigiosi esercizi commerciali. Il percorso raggiunge infine Fontanelle, costeggiando il fiume Monticano, con un curato paesaggio rurale, con molteplici servizi al turista e “luoghi di valore” quali Villa Marcello del Majno, con la sua cantina, la vicina Chiesa di San Pietro e la splendida Villa Galvagna in località Saccon di Lia.

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Grande Guerra ed i luoghi di Hemingway

Lo scrittore Ernest Hemingway, nel corso del 1918, si trova nella zona del basso Piave al seguito della Croce Rossa Americana, in concomitanza con la Battaglia del Solstizio, quando l’esercito italiano è impegnato nella respinta e nel contrattacco nei confronti delle truppe austro-ungariche. L’autore fa riferimento a luoghi e avvenimenti di questo periodo soprattutto nei “Quarantanove racconti” e nel romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi”, dove vengono descritti siti e scenari bellici intercettati dal percorso storico culturale “I luoghi di Hemingway”. Si tratta infatti di un itinerario letterario ed enogastronomico che ripercorre gli spostamenti dello scrittore attraverso la puntuale citazione di alcuni passi delle sue opere, con l’obiettivo di evidenziare le peculiarità degli ambiti paesaggistici di pregio del territorio interessato, quali le “case del soldato”, le ville sedi di comandi militari e sanitari, le aree golenali del Piave… Il tracciato si articola in 11 “punti chiave” legati all’esperienza al fronte di Hemingway, una sorta di “caccia al tesoro”, anche in lingua inglese, in cui il turista da un lato acquisisce la conoscenza storica della Grande Guerra interpretata dalle parole dello scrittore americano e dall’altro rivive il teatro dei combattimenti, che ha come fulcro la “misteriosa” Abbazia del Pero di Monastier. A questo percorso è collegato, in territorio veneziano, il suggestivo itinerario “a tappe” chiamato “La Guerra di Hemingway”, che riprende, lungo una serie di stazioni, i movimenti dell’autore presso Fossalta di Piave, con l’ausilio di un’audioguida.

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Grande Guerra - Monte Grappa ed i Luoghi di Canova

L’itinerario è localizzato nella Pedemontana trevigiana e mette in comunicazione il Piave con i siti canoviani di Possagno e Crespano del Grappa, per inerpicarsi quindi sul versante meridionale del Grappa, raggiungendo i camminamenti e le trincee della Prima Guerra Mondiale del Monte Boccaor. Tre i temi principali che caratterizzano l’esperienza del visitatore: innanzitutto la tematica della Grande Guerra, testimoniata dalla sagoma imponente del Sacrario di Cima Grappa, a memoria internazionale dei caduti del Primo Conflitto Mondiale, e dal complesso degli osservatori e dei sistemi difensivi in quota, decise “incisioni” su un territorio storicamente connotato da una altrettanto decisa identità, legata alle pratiche dell’alpeggio e alla produzione casearia. Il secondo “motivo” è legato al neoclassicismo di Antonio Canova, che ha come elementi territoriali principali la Casa Museo dello scultore, la Gipsoteca e il Tempio a Possagno e il caratteristico tempietto della Madonna del Covolo a Crespano del Grappa, edificio di dimensioni ridotte, simile al Pantheon, posto in posizione panoramica. La stessa Gipsoteca introduce infine il terzo “motivo” del viaggio, inerente l’architettura di Carlo Scarpa, per la presenza del celebre ampliamento dei locali museali. A poca distanza è visitabile anche un altro capolavoro di Scarpa: il cimitero di S. Vito di Altivole con la tomba Brion.

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Piave / Ippovia del Piave "Oasi chiesa Vecchia ed i luoghi di Parise"

Fra le vie d’acqua del Veneto il Piave è sicuramente uno fra i fiumi più importanti, sia per l’ecosistema di gran valore che si estende all’interno dell’alveo e nelle sue pertinenze, sia per la l’insieme degli avvenimenti storici e le attività che hanno avuto luogo lungo il suo corso. Dalla tradizionale fluitazione del legname dalle Alpi verso Venezia praticata dagli zattieri, al movimento di merci e persone presso i passi barca, alle crudi battaglie della Grande Guerra, l’immaginario fluviale del Piave rappresenta un motivo di forte richiamo per il turista che si avventura sulle sue sponde. Gli estesi spazi golenali e le ampie distese ghiaiose che caratterizzano il paesaggio tipicamente “di grava” del corso d’acqua, ben si prestano ai diversi tipi di escursionismo, compreso quello a cavallo, a cui è dedicata l’Ippovia del Piave, che dagli ambiti alpini e prealpini giunge fino alla foce in Adriatico. Nel segmento meridionale del fiume, fra Ponte di Piave e Salgareda, è situato l’interessante itinerario Oasi Chiesa Vecchia ed i luoghi di Parise, che coniuga il tema ambientale e paesaggistico a quello letterario. Il tracciato collega infatti i siti legati all’esperienza dello scrittore Goffredo Parise nel basso trevigiano, cioè la Casa Cultura a Ponte di Piave e la Casa delle Fate in golena presso Salgareda, al parco fluviale, dotato di approdo, dell’Oasi Chiesa Vecchia, attraverso un suggestivo percorso immerso nel verde.

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Pedemontana / "Ippovie delle Prealpi Trevigiane e Bellunesi"

La Pedemontana Veneta, che si estende ai piedi dei rilievi prealpini dal lago di Garda fino ai confini con il Friuli Venezia Giulia, presenta rilevanti peculiarità di sicuro interesse per il visitatore. Aree boschive, corridoi fluviali, risorgive, ville venete, fortificazioni, città murate, prodotti enogastronomici rinomati costituiscono gli “elementi forti” di questo territorio, riconosciuto a livello internazionale e ufficiale “tematismo” all’interno del sistema turistico regionale. Il contesto pedemontano compreso tra i fiumi Brenta e Livenza ha una particolare attrattività dal punto di vista paesaggistico e può contare sulla presenza di un ricco patrimonio storico culturale, che fa riferimento a diversi momenti storici, dalla preistoria, all’epoca dei comuni e delle signorie, fino ai tragici avvenimenti della Grande Guerra. L’itinerario ha come basi di partenza Bassano del Grappa, città universalmente conosciuta per il palladiano Ponte degli Alpini, e San Zenone degli Ezzelini, dominata dal Colle Castellaro, legato all’epopea dei Da Romano e alla loro tragica decaduta. Il percorso, attraversando la pedemontana del Grappa e i siti canoviani di Possagno, supera il Piave e raggiunge le celebri colline del Prosecco fra Valdobbiadene e Vittorio Veneto, tappa obbligata per il turista amante dell’enogastronomia. Spingendosi a nord verso il massiccio prealpino, il sistema delle Ippovie delle Prealpi Trevigiane e Bellunesi consente di effettuare delle piacevoli escursioni a cavallo, fra boschi incontaminati e paesaggi mozzafiato.

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Montello e Colli Asolani

Il massiccio del Montello, dalla caratteristica forma arrotondata e dalla fitta copertura arborea, è sicuramente una delle aree più riconoscibili della Marca Trevigiana, quasi isolato fra la pianura veneta a sud e l’alveo del fiume Piave a nord. Per secoli il bosco del Montello è stato assoggettato alle disposizioni della Repubblica di Venezia, che ne ricavava il legname per la costruzione delle navi presso l’Arsenale, quindi è divenuto un avamposto delle truppe italiane durante la Grande Guerra, quando venne realizzato un complesso sistema di osservatori, bunker e trincee tuttora riconoscibile e visitabile. Più ad occidente si allungano invece i Colli Asolani, dolci rilievi dove la bellezza del paesaggio si coniuga ad altri motivi di interesse: il centro storico di Asolo legato a Eleonora Duse, Caterina Cornaro e Pietro Bembo, Maser con la palladiana Villa Barbaro e i suoi vigneti e la produzione di ciliegie, Cornuda e il Santuario della Madonna di Rocca. L’itinerario mette in comunicazione i due rilievi, intercettando le numerose eccellenze territoriali, sfruttando il percorso ciclopedonale dello Stradone del Bosco ai piedi del Montello e il sentiero “da Rocca a Rocca”, che si sviluppa sul crinale dei Colli Asolani ed è caratterizzato da scorci di eccezionale panoramicità.

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GiraLivenza

Una delle direttrici fluviali più significative del Veneto orientale è sicuramente la Livenza, che mette in comunicazione il litorale adriatico con l’entroterra, dall’ordinata pianura di bonifica fino ai territori a vocazione agricola del trevigiano e del pordenonese. L’itinerario si raccorda all’idrovia Litoranea Veneta presso Caorle, centro marittimo in cui il turismo balneare si intreccia con il patrimonio culturale locale, legato al pregevole nucleo storico, alle attività della pesca, agli specchi lagunari frequentati e descritti da Ernest Hemingway. Il percorso risale quindi la Livenza attraversando i suggestivi spazi rurali bonificati, estesi a perdita d’occhio, interrotti qua e là da filari di pioppi, idrovore e caratteristici ponti a bilanciere. Spostandosi verso settentrione il fiume raggiunge la rigogliosa campagna trevigiana, tra i luoghi sacri di Motta di Livenza, dotata di un comodo approdo fluviale sulla Livenzetta, e le verdi aree golenali dell’Ansa Saccon Smojasson a Meduna di Livenza e dei Prà dei Gai a Mansuè, prati stabili da sempre consacrati al pascolo e rilevanti sotto l’aspetto paesaggistico. Proprio a Mansuè, presso i Ponti di Tremeacque, dove sorge la casa del celebre poeta Dall’Ongaro, una diramazione del GiraLivenza consente di risalire i fiumi Meduna e Noncello fino a Pordenone. Il tratto principale dell’itinerario prosegue invece verso nord, toccando Portobuffolè e spingendosi fino a Sacile e a Polcenigo, dove si trovano le sorgenti del fiume e il sito palafitticolo del Palù, patrimonio dell’UNESCO.

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Venezia - Monaco "Via dell'Amicizia"

Il tracciato della “Ciclovia dell’Amicizia” si propone di collegare, tramite percorsi di mobilità lenta e viabilità minore, il capoluogo bavarese con la Laguna Veneta, attraversando il territorio austriaco e le vallate sudtirolesi. L’ingresso in territorio italiano avviene presso il Passo del Brennero, da cui il percorso scende lungo la valle dell’Isarco e svolta quindi verso la Val Pusteria presso l’abitato di Fortezza. Attraversati i caratteristici centri vallivi, fra cui le importanti cittadine di Brunico e Dobbiaco, l’itinerario si addentra nella Valle di Landro fino a raggiungere il Passo Cimabanche, dove viene a coincidere con la “Lunga Via delle Dolomiti” fino a Tai di Cadore. E’ questo uno dei tratti più significativi dell’intera ciclovia, distribuito sul sedime dell’antica “Ferrovia delle Dolomiti”, che offre scorci paesaggistici mozzafiato e collega fra loro le diverse località della valle del Boite, caratterizzate da interessanti nuclei storici. La successiva discesa lungo la profonda vallata del Piave, un tempo teatro dei pericolosi viaggi degli zattieri, diretti a Venezia carichi di legname per la costruzione delle navi della Serenissima, conduce fino a Belluno e quindi al Lago di S. Croce e alla città di Vittorio Veneto, che introduce alla tematica della Grande Guerra. E’ consigliata infatti una tappa al Museo della Battaglia, che ripercorre le tragiche vicende della Prima Guerra Mondiale, conflitto che segnò profondamente il territorio della Marca Trevigiana e in particolare le località prossime al fronte del Piave. Il percorso da Conegliano, città del Cima, raggiunge Treviso attraverso gli ambiti rurali ai piedi del Montello e si innesta in seguito nella greenway del GiraSile, che consente di pervenire agevolmente a Mestre e quindi a Venezia godendo delle eccellenze naturalistiche situate lungo il corso del fiume.

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Lago di Garda - Venezia

Partendo dall’elegante centro storico di Garda, sulle sponde del lago omonimo, l’itinerario attraversa da ovest ad est il territorio veneto, congiungendo alcune fra le più belle città d’arte della regione, per raggiungere la splendida cornice della Laguna di Venezia. Lasciato alle spalle lo specchio lacustre, una comoda pista ciclabile consente di raggiungere il centro storico di Verona, godendo del pregevole paesaggio della Valpolicella, con le sue eccellenze enogastronomiche, e toccando gli antichi porti fluviali sull’Adige di Pescantina e Bussolengo. Dopo una tappa nel cuore del suggestivo nucleo urbano veronese, fra le celebri Piazza Bra e Piazza delle Erbe, l’Arena e i palazzi e i monumenti della signoria Scaligera, il percorso perviene alla città murata di Soave, rinomato centro vitivinicolo, ed entra in territorio vicentino. Tema centrale in questo contesto è sicuramente quello palladiano, con le numerose Ville Venete che sorgono ai piedi e sulle pendici dei Colli Berici, fra cui spiccano la Basilica nel centro cittadino di Vicenza e la Rotonda, lungo la ciclabile della Riviera Berica. Guadagnate le sponde del Bacchiglione, su cui spicca il Castello di San Martino della Vanezza, sede di un museo archeologico, l’itinerario giunge a Padova, con le sue inestimabili bellezze storico architettoniche. Sfruttando il corso del Piovego, il percorso si allaccia quindi alla Riviera del Brenta, antica via d’acqua su cui si affacciano stupende architetture come Villa Pisani a Stra e Villa La Malcontenta, ormai in prossimità della Laguna Veneta.

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Anello del Veneto

Per mezzo di un ampio tracciato circolare fra laguna e terraferma, l’itinerario permette di godere delle innumerevoli eccellenze ambientali e storico artistiche del Veneto centrale. Il percorso, ottimale per l’escursionismo in bicicletta, dal centro storico veneziano si sposta nel litorale del Lido, raggiungibile utilizzando il comodo ferry boat. Dopo aver costeggiato il celebre lungomare su cui si affacciano il Palazzo del Cinema, i rinomati alberghi di lusso e il caratteristico nucleo abitato di Malamocco, un traghetto consente di pervenire a Pellestrina e quindi a Chioggia, dove non può mancare una visita al caratteristico mercato del pesce. Piegando verso l’entroterra, seguendo la rete delle idrovie in territorio padovano, l’itinerario risale fino ai Colli Euganei, giungendo prima a Battaglia Terme, adagiata sullo storico naviglio e sede del Museo della Navigazione Fluviale, e quindi alle prestigiose località termali di Abano e Montegrotto. Da Padova a Vicenza il percorso si mantiene in prossimità del Bacchiglione, sfruttando le ciclabili esistenti e intercettando le numerose Ville Venete, espressioni del genio di Andrea Palladio. Lasciato alle spalle il capoluogo berico, si punta decisamente a nord verso la zona Pedemontana, dove sorgono splendidi centri storici e città murate come Marostica, Bassano del Grappa, San Zenone degli Ezzelini, Asolo e Montebelluna, all’interno di aree di gran valore paesaggistico come i Colli asolani e il Montello. L’itinerario scende quindi fino a Treviso, città dalle “chiare, fresche et dolci acque”, usando la celebre citazione dantesca, e si immette poi nella greenway del GiraSile, la ciclovia che si allunga nel corridoio fluviale del Sile, tramite la quale ci si ricongiunge alla Laguna Veneta.

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Via del Mare

L’itinerario si snoda fra i suggestivi contesti geografici del Polesine e della costa adriatica veneta, nella pianura solcata dai grandi fiumi e nelle aree anfibie di transizione fra litorale ed entroterra. Il percorso si sviluppa principalmente lungo strade arginali e piste ciclabili, attraversando zone di grande valore naturalistico e paesaggistico come lagune, valli da pesca, idrovie storiche, corsi d’acqua e boschi planiziali, intercettando al contempo siti e centri abitati di sicuro interesse storico artistico. Partendo da Rovigo, dove sorge l’innovativo Museo dei Grandi Fiumi, l’itinerario raggiunge in breve l’argine sinistro del Po, comoda direttrice che consente di pervenire ad Adria, antica città romana e sede dell’importante Museo Archeologico. Proseguendo verso est lungo il Canalbianco, e superato il nodo idraulico di Volta Grimana, sulle tracce delle storiche vie della navigazione fluviale, l’itinerario si inoltra negli ambiti umidi del Delta del Po, alle spalle delle località balneari di Albarella e Rosolina Mare. Una volta a Chioggia, il tracciato si allunga nelle esili lingue di terra dei litorali di Pellestrina e del Lido, fra mare e laguna, per poi seguire, attraverso strade secondarie, l’idrovia Litoranea Veneta. Dal litorale del Cavallino fino a Caorle, lungo l’antica via d’acqua, la vista spazia verso gli emozionanti paesaggi della Laguna nord, della Laguna del Mort e delle valli da pesca. Con Caorle alle spalle, il percorso si spinge quindi nelle campagne di bonifica dell’entroterra, non lontano dai centri di Portogruaro e Concordia Sagittaria, per poi ritornare verso la costa nei pressi dell’Oasi di Valle Vecchia e delle spiagge di Bibione, località balneare e termale.

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Dolomiti - Venezia

Tra le diverse macro-aree in cui si articola il territorio veneto riveste particolare importanza quellamontana, e nello specifico gli ambiti geografici del Cadore e dell’Ampezzano, da sempre mete turistiche riconosciute grazie alla presenza delle celebri Dolomiti, monti che conservano ambienti incontaminati e paesaggi mozzafiato. L’itinerario ha inizio presso il Passo Cimabanche, al confine con l’Alto Adige, e si identifica, in tutto il tratto dell’alto bellunese, con la ciclovia “Lunga Via delle Dolomiti”, un suggestivo percorso che sfrutta l’antico tracciato di una ferrovia realizzata durante la Grande Guerra e dismessa negli anni ’60 del 1900. I siti d’interesse intercettati dall’itinerario sono molteplici e di varia natura, da Cortina d’Ampezzo con la sua splendida conca, alle architetture del Villaggio ENI di Borca di Cadore, alla casa natale di Tiziano Vecellio a Pieve di Cadore. Un trasferimento in treno fino a Belluno, sulle tracce degli zattieri che scendevano lungo il Piave verso Venezia carichi di legname, consente di riprendere il percorso verso il Lago di S. Croce, meta degli sportivi amanti della vela. Procedendo verso la pianura veneta si raggiungono in breve Vittorio Veneto, dove è possibile visitare il Museo della Battaglia dedicato alla Grande Guerra, e quindi Conegliano, città natale del Cima e “capitale” del Prosecco assieme alla vicina Valdobbiadene. Una volta giunti nel centro storico di Treviso, con il suo reticolo di canali e rogge, si imbocca la “Ciclovia del Sile”, che attraversando zone naturalistiche e borghi fluviali lungo la via d’acqua conduce fino all’ambito archeologico di Altino, da cui si giunge in breve alla Laguna Veneta.

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Lunga via delle Dolomiti

La parte settentrionale della Provincia di Belluno, che si articola nelle macro aree del Cadore, dell’Ampezzano e del Comelico, rappresenta uno degli ambiti più importanti del Veneto dal punto di vista naturalistico e proprio l’itinerario ciclabile “Lunga via delle Dolomiti” permette di ammirarne le bellezze paesaggistiche. Il punto di partenza della ciclovia è situato presso il Passo Cimabanche, sulla linea spartiacque fra la Val di Landro a nord e la Valle d’Ampezzo a Sud. Il tracciato ripercorre il vecchio sedime della “Ferrovia delle Dolomiti”, risalente ai primi del ‘900 e dismessa nel 1964, della quale si possono ancora apprezzare le particolari stazioni, le gallerie e gli arditi ponti, che spesso si affacciano su gole e strapiombi. La pista ciclabile, che non presenta pendenze particolarmente impegnative, è in parte sterrata e in parte asfaltata e consente di attraversare in sicurezza tutta la conca ampezzana, fra i pendii intorno a Cortina e gli spettacolari massicci del Monte Pelmo e dell’Antelao. Oltrepassata Borca di Cadore, dove sorge il celebre Villaggio ENI progettato dall’architetto Edoardo Gellner, si scende fino a Pieve di Cadore, dove si trovano importanti attrattive turistiche fra cui la casa museo di Tiziano Vecellio, il Museo Archeologico della Magnifica Comunità di Cadore e il Museo dell’occhiale. In breve si raggiunge quindi la stazione ferroviaria di Calalzo di Cadore, al termine della ciclovia e punto di interscambio fra treno e bicicletta.

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Anello dei Colli Euganei

Il sistema dei Colli Euganei, massiccio che raggiunge nel suo punto più alto i 600 metri d’altezza, si erge sulla pianura veneta con le sue particolari forme che ne testimoniano l’origine vulcanica ed ha una particolare valenza naturalistica. L’itinerario si allunga intorno al Parco Regionale dei Colli Euganei, formando un percorso ad anello e intercettando le numerose eccellenze storico artistiche e ambientali presenti nel territorio. Da Battaglia Terme, dove sorgono l’imponente castello del Catajo e il Museo della Navigazione Fluviale, la ciclovia scende verso Monselice sugli argini del Canale Battaglia, antica idrovia sopraelevata rispetto al piano di campagna, realizzata dai padovani a cavallo fra il XII e il XIII secolo. Dalla città dominata dalla Rocca il percorso si innesta sul Canale Bisatto, altra storica via d’acqua, per raggiungere l’interessante centro storico di Este. Lasciato alle spalle il borgo atestino, l’itinerario piega a nord verso Cinto Euganeo, perviene al Castello di Valbona e, attraverso una pista ciclabile, si allunga fino a Bastia di Rovolon, zona di produzione di rinomati vini rossi. La ciclovia prosegue verso oriente in direzione di Padova, toccando la rinascimentale Abbazia di Praglia, e quindi si snoda ai piedi del sistema collinare fino ad Abano e Montegrotto, località termali di fama internazionale e dotate di notevoli strutture ricettive.

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Anello della Donzella

Il percorso ciclabile si sviluppa interamente all’interno del Parco Regionale del Delta del Po, in un contesto paesaggistico fra i più suggestivi di tutto il Veneto. Partendo dalla località di Cà Tiepolo a Porto Tolle, l’itinerario segue l’argine destro del grande ramo fluviale del Po di Venezia, per poi proseguire verso sud lungo il Po di Tolle e raggiungere Scardovari, paese tradizionalmente legato alla pesca e sede di un importante mercato ittico. Inoltrandosi nelle zone anfibie della Sacca di Scardovari si può godere dell’affascinante paesaggio posto fra mare e fiume, dove, fra barene e canneti, vivono numerose specie di avifauna, tra cui gabbiani, beccacce, sterne e tuffetti. Spostandosi verso ovest si incontrano quindi le tipiche cavane dei pescatori della Sacca, conosciuta per l’allevamento dei mitili, e si giunge all’Oasi di Cà Mello, sede del Centro Visite della Regione Veneto, in cui si possono recepire importanti informazioni su flora, fauna e attività produttive nell’ambito geografico del Delta del Po. Il percorso in seguito si innesta sull’argine destro del Po di Donzella, che consente di far ritorno a Cà Tiepolo, con deviazione facoltativa verso il Museo Regionale della Bonifica di Cà Vendramin, situato all’interno di un’idrovora risalente agli inizi del 1900.

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Ciclovia del Sile

L’asta del fiume Sile costituisce un corridoio fluviale dove si condensano rilevanti testimonianze storiche e ambiti seminaturali di pregio, una greenway adatta per i diversi tipi di escursionismo, da quello in bicicletta a quello nautico, con natanti di piccole dimensioni, lungo i meandri del fiume. La ciclovia nello specifico ha inizio poco a valle del centro storico di Treviso, presso il Ponte della Gobba, e prosegue in sponda sinistra verso Silea, sfruttando la via alzaia (o restera) che costeggia l’alveo fluviale, un tempo utilizzata per l’attiraglio delle imbarcazioni che risalivano il fiume cariche di merci. La secolare navigazione fluviale e la sua definitiva decaduta nel corso degli anni ’70 del 1900 sono testimoniate dal particolare sito del Cimitero dei burci, dove si trovano, in stato di abbandono, le storiche imbarcazioni per il trasporto commerciale un tempo dirette da Treviso in Laguna Veneta e viceversa. Scendendo lungo il fiume attraverso i percorsi della greenway GiraSile si incontrano splendidi esempi di ville venete, aree umide e caratteristici borghi fluviali come Casier, Cendon, Casale sul Sile e Musestre, dotati di comodi approdi. Superato l’abitato di Quarto d’Altino ci si inoltra nell’ambito della gronda lagunare, a poca distanza dal sito archeologico romano di Altino, fino a raggiungere la conca di Portegrandi, da cui è possibile spingersi in breve tempo sia verso Venezia e le isole della Laguna Nord sia verso le località balneari di Jesolo e del Cavallino.

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Ciclovia delle Isole di Venezia

L’interessante itinerario attraverso il territorio insulare veneziano ripercorre parte del tracciato dell’antica Via dei Settemari, che durante il periodo bizantino collegava Altino a Ravenna passando per le barene lagunari e i litorali del Lido e di Pellestrina. Usufruendo dei mezzi di trasporto pubblico, dal terminal veneziano del Tronchetto si raggiunge con il ferry boat l’attracco di San Nicolò, nell’isola del Lido. Dopo aver visitato l’omonimo monastero benedettino si scende verso il centro abitato di Lido, portandosi quindi sul rinomato lungomare, su cui si affacciano i prestigiosi alberghi Excelsior e Des Bains e il Palazzo del Cinema. Il percorso si immette in seguito nella pista ciclo-pedonale che costeggia i Murazzi, il particolare sistema di difesa dalle mareggiate posto sul lato orientale del litorale, che conduce fino alla caratteristica località di Malamocco. Proseguendo verso sud e giunti agli Alberoni, dove si trova la zona naturalistica dell’Oasi delle Dune, si attraversa la bocca di porto con un comodo traghetto per sbarcare nell’isola di Pellestrina. La ciclovia consente di poter apprezzare l’emozionante paesaggio dell’esile lingua di terra fra mare e laguna, su cui sorgono i nuclei abitati di Santa Maria del Mare, San Pietro in Volta, Portosecco e Pellestrina, paesi di pescatori e di sapienti costruttori di navi e imbarcazioni. L’estremità meridionale dell’isola è invece occupata dall’oasi naturalistica di Cà Roman, area di gran pregio dal punto di vista ambientale.

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Ciclovia del Fiume Mincio

A cavallo fra Veneto e Lombardia, l’itinerario ciclabile permette di inoltrarsi nel corridoio fluviale del fiume Mincio e di intercettare siti naturalistici e storico artistici di elevato interesse. Il percorso ha inizio dalla città murata di Peschiera del Garda, nei secoli importante sito fortificato, prima sotto la giurisdizione dei Romani e in seguito rispettivamente con gli Scaligeri, la Repubblica di Venezia, la dominazione francese e infine durante l’Impero Asburgico. La discesa lungo il fiume fra i colli morenici si interrompe a Valeggio sul Mincio, dove è necessaria una tappa per visitare il paese con le fortificazioni scaligere e il nucleo storico di Borghetto sulle sponde del corso d’acqua, con gli antichi mulini e il Ponte Visconteo. Ripresa la pista ciclabile si prosegue fino a Pozzolo, punto in cui l’itinerario si allontana dal fiume per salire sull’argine del Canale Scaricatore Pozzolo-Maglio. Percorrendo questa direttrice si possono effettuare due deviazioni verso i siti naturalistici del Parco Bertone e del Bosco Fontana, quest’ultimo preziosa testimonianza delle antiche foreste planiziali. In breve tempo si giunge nel centro storico di Mantova, circondato dai laghi formati dal Mincio e caratterizzato dalla presenza del ricco patrimonio architettonico legato alla signoria dei Gonzaga.

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I paesaggi del Palladio

L’itinerario si sviluppa fra la città di Vicenza e i Monti Berici, fra le testimonianze architettoniche palladiane e i dolci declivi collinari che si ergono alle spalle del fiume Bacchiglione. Partendo dallo splendido centro storico vicentino, il percorso segue la pista ciclabile della Riviera Berica, sul tracciato della ferrovia dismessa Vicenza – Noventa Vicentina, che consente di giungere in breve a Villa Capra Valmarana, conosciuta come “La Rotonda”; adagiata sulla sommità di un colle, la villa rappresenta uno dei capolavori di Andrea Palladio e si trova nei pressi dell’oasi naturalistico-didattica della Valletta del Silenzio. Dopo aver proseguito lungo la ciclabile fino a Longara, l’itinerario svolta verso il Lago di Fimon, attraverso una strada secondaria che si allunga in un piacevole paesaggio rurale. Lo specchio lacustre riveste una notevole importanza sia sotto l’aspetto ambientale sia dal punto di vista archeologico, con i ritrovamenti che testimoniano l’antica presenza di un villaggio preistorico sulle sue sponde. Lasciato il lago alle spalle, il percorso si inerpica sui crinali dei Berici, per poi raggiungere il paese di Arcugnano, punto di osservazione privilegiato verso i colli e le prealpi vicentine. L’escursione volge quindi al termine in prossimità del Santuario di Monte Berico, il celebre edificio religioso che domina la città di Vicenza e che conserva al suo interno preziose opere d’arte di valore devozionale.

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GiraLemene

Con il suo vivace andamento a meandri e la rigogliosa vegetazione riparia, il Lemene rappresentaun corridoio verde che ben si presta alle pratiche escursionistiche, soprattutto con natanti leggeri per via fluviale e a piedi o in bici lungo le sue sponde. Il fiume, alimentato da risorgive in territorio friulano, lambisce il centro abitato di Cordovado, dove è situata la Fontana di Venchieredo, citata da Pasolini e Ippolito Nievo, ed entra in Veneto all’altezza dei Mulini di Stalis, presso Gruaro. L’edificio, completamente fruibile, si trova all’interno di una pregevole area umida e conserva i macchinari usati per la macinazione, corredati di pannelli illustrativi. Scendendo lungo il Lemene si incontrano altri manufatti idraulici di notevole interesse, ovvero i Mulini di Boldara, il Mulino di Villa Bombarda a Portovecchio e infine i Mulini di S. Andrea a Portogruaro, parte integrante dell’iconografia cittadina e utilizzati come spazio espositivo. A valle dell’immissione del Reghena inizia il corso inferiore del fiume, più ampio e meno tortuoso. L’itinerario GiraLemene, attraversata l’antica Concordia Sagittaria, di origini romane, si inoltra nel paesaggio di bonifica, costeggiando aree boschive e zone anfibie a ridosso della Laguna di Caorle. Il percorso giunge quindi a San Gaetano, con l’azienda agricola dei baroni Franchetti e le valli da pesca raccontate da Ernest Hemingway in “Di là dal fiume e tra gli alberi”, e termina a Cà Falconera, presso i casoni alla foce del fiume, lungo la Litoranea Veneta, dove è possibile degustare le specialità ittiche locali.

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GiraTagliamento

Il fiume Tagliamento, oltre ad essere la più importante asta fluviale friulana, rappresenta un’oasi lineare di assoluta rilevanza naturalistica, dallo stretto corso montano alle ampie distese di ghiaia del tratto intermedio fino al lento incedere del tratto terminale. L’itinerario si sviluppa lungo la sponda destra della parte inferiore del corso d’acqua, in territorio veneto. In questa sezione al confine fra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, il Tagliamento assume un andamento meandriforme, con alte arginature e zone golenali ricoperte di abbondante vegetazione. Sfruttando i sentieri sterrati vicino al letto del fiume e le sponde sopraelevate rispetto al piano di campagna, il percorso mette in comunicazione la località balneare di Bibione con i centri abitati di Cesarolo, San Michele al Tagliamento ed Alvisopoli e ben si presta all’escursionismo in mountain bike. Il tracciato da un lato permette di immergersi nell’ambiente umido del corridoio fluviale, che custodisce un ricco patrimonio di flora e fauna, e dall’altro consente di avventurarsi nei suggestivi paesaggi rurali di bonifica, fino alla caratteristica località di Alvisopoli, dove sorge Villa Mocenigo con l’esteso complesso produttivo e residenziale ottocentesco voluto dal conte Alvise, appartenente alla stessa famiglia veneziana.

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Litoranea Veneta

L’idrovia Litoranea Veneta costituisce una delle principali direttrici fluviali nell’ambito della navigazione turistica dell’Alto Adriatico e, assieme all’idrovia Po – Brondolo, permette di raggiungere il golfo di Trieste dal bacino padano interamente attraverso acque interne. La Litoranea Veneta ha una lunghezza complessiva di 127 chilometri ed è composta dall’insieme dei canali che collegano la Laguna di Venezia a quella di Grado a ridosso delle spiagge adriatiche. L’idrovia ha inoltre la funzione di congiungere fra loro i maggiori corsi d’acqua del Veneto orientale e del Friuli Venezia Giulia, dal Sile all’Isonzo, interessanti diramazioni che permettono al turista di spingersi nell’entroterra e apprezzarne le bellezze storico-architettoniche e ambientali. Il percorso della litoranea ha inizio dalla Laguna Nord di Venezia, in prossimità delle spiagge del Cavallino, e si allunga verso est identificandosi con i canali paralleli alla costa e con brevi tratti dei deflussi prossimi alla foce, ovvero il Sile, il Piave, la Livenza, il Lemene e il Tagliamento. Grazie ad un complesso sistema di chiuse (le conche) l’idrovia assicura la navigazione in sicurezza fino agli specchi lagunari di Marano e Grado, attraversando aree naturalistiche di pregio (la Laguna del Mort, la Laguna di Caorle con i caratteristici “casoni”, l’oasi di Valle Vecchia) e intercettando le principali località balneari del nordest, ovvero Cavallino, Jesolo, Eraclea Mare, Caorle, Bibione, Lignano e Grado.

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Laguna nord di Venezia: Murano, Burano, Torcello, S. Erasmo, Le Vignole, La Certosa

L’escursione attraverso le isole della Laguna Nord di Venezia rappresenta un’esperienza di sicuro interesse, che permette di immergersi nei colori, nei profumi e nelle atmosfere del particolare contesto anfibio posto fra la gronda lagunare, il litorale del Cavallino e il centro storico veneziano. Le isole si differenziano fra loro per la morfologia, per la funzione o la destinazione che hanno avuto nei secoli, per le attività e le tradizioni che le contraddistinguono, costituendo in tal modo un patrimonio ambientale, storico-artistico, architettonico e antropologico di eccezionale valore. Partendo da Venezia, il percorso nautico raggiunge Murano, conosciuta universalmente per la lavorazione e la produzione del vetro, e si dirige quindi a nord in direzione di Burano, identificata nell’immaginario collettivo dalle case multicolori e dalla tradizione del merletto, a cui è dedicato un interessante museo. A breve distanza da Burano si riconosce il campanile della cattedrale bizantina di Torcello, isola che conserva un prezioso patrimonio storico culturale e su cui sorge l’interessante museo provinciale, che si compone di due sezioni, quella archeologica e quella medievale e moderna. Dirigendosi quindi verso Treporti si possono raggiungere le località turistiche del litorale del Cavallino, mentre riportandosi in direzione di Venezia si incontrano prima Sant’Erasmo, l’isola degli orti, visitabile comodamente in bicicletta usufruendo di un servizio di noleggio in loco, e in seguito Le Vignole e La Certosa, sede di un importante polo nautico.

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Laguna Sud di Venezia: Valli da pesca, Pallestrina, Chioggia

La sezione meridionale della Laguna Veneta rappresenta un contesto di assoluto rilievo dal punto di vista naturalistico, un ambiente anfibio ideale per effettuare delle piacevoli escursioni in bicicletta o con imbarcazioni. L’itinerario si sviluppa fra il centro abitato di Chioggia, i litorali di Pellestrina e del Lido e le valli che si estendono nella porzione sud occidentale dello specchio lagunare. La città di Chioggia, da sempre legata alla tradizione della pesca, possiede un ricco patrimonio storico-artistico e può contare sulla presenza di interessanti spazi museali che illustrano le origini e le prerogative del territorio, come il Museo Civico della Laguna Sud e il Museo di Zoologia Adriatica. Le isole di Pellestrina e del Lido si distinguono per la presenza di caratteristici nuclei storici e per l’elevato valore paesaggistico degli esili litorali, in cui sono situate aree naturalistiche di pregio come l’Oasi delle Dune degli Alberoni e l’Oasi di Cà Roman. Di sicuro interesse ambientale sono anche le zone umide poste al margine occidentale della laguna, in particolare Valle Millecampi, che ben si presta all’escursionismo in bicicletta fra specchi d’acqua, canneti, barene e antiche strutture usate per l’attività della pesca in ambito vallivo come i casoni e le cavane.

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Ciclovia del Brenta

Le aste fluviali dei corsi d’acqua del Veneto, con il loro particolare ambiente ripario, ricco di biodiversità, possiedono una notevole attrattività sotto l’aspetto turistico, fornendo degli splendidi scenari all’escursionista che si inoltra all’interno di queste “oasi verdi lineari”. Non fa eccezione il corridoio fluviale del Brenta, lungo il quale si snoda l’omonima ciclovia, che dai territori del medio corso del fiume si spinge fino alla Laguna Veneta. L’itinerario si può suddividere in due parti, con il primo segmento che da Carmignano di Brenta raggiunge Padova e la seconda sezione che dalla città del Santo prosegue verso Venezia lungo il Naviglio Brenta. La parte superiore del tracciato si distingue per l’elevato valore naturalistico e si sviluppa principalmente lungo le strade sterrate afferenti alla viabilità minore e i sentieri che si allungano lungo le arginature. In questo tratto il percorso intercetta aree boschive e zone umide negli spazi golenali intorno all’alveo del fiume e incontra eccellenze storico – architettoniche come Villa Contarini e Villa Trieste a Piazzola sul Brenta e la Certosa di Vigodarzere. Di particolare importanza dal punto di vista della rete cicloturistica è l’intersezione con la Treviso – Ostiglia, che permette all’escursionista di spingersi in sicurezza verso i territori del trevigiano e del vicentino. Giunto a Padova, l’itinerario piega verso oriente seguendo la rinomata via d’acqua del Naviglio Brenta, lungo la quale sono situate alcune fra le più celebri Ville Venete, volute dalle importanti famiglie patrizie veneziane e ammirabili anche attraverso un suggestivo percorso nautico.

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Venezia - Torino "VEN.TO." Da Ca' Roman seguendo il fiume Po

VEN.TO. è la sigla con cui viene indicata la ciclovia Venezia – Torino, che collega la città lagunare al capoluogo piemontese attraverso un tracciato di ben 679 chilometri complessivi, seguendo gli argini e le pertinenze fluviali del Po. In territorio veneto l’itinerario, partendo dal litorale del Lido, prosegue, per mezzo di un collegamento via mare assicurato da un traghetto, lungo la striscia di terra dell’isola di Pellestrina, caratterizzata dalla presenza di particolari borghi marinari sospesi fra la laguna e il mare. Superato con un secondo traghetto la bocca di porto vicina all’oasi di Cà Roman si giunge nella splendida cornice del centro storico di Chioggia, città da sempre legata alla pratica della pesca e dotata di un eccellente patrimonio architettonico e storico-artistico. Il percorso oltrepassa quindi il Brenta e segue l’idrovia Po – Brondolo, importante idrovia della lunghezza di 19 chilometri che attraverso una serie di conche di navigazione conduce fino a Porto Viro, in prossimità del fiume Po. La ciclovia piega quindi verso ovest in direzione di Cavanella Po e si allunga fino ad Adria, antico sito romano e sede di un prestigioso Museo Archeologico, da cui in breve tempo si guadagna la sponda sinistra della grande asta fluviale padana. L’itinerario procede sopraelevato sulle possenti arginature del Po, che permettono di godere di un’ottima visuale sull’alveo del fiume e sul paesaggio circostante, intercettando i borghi fluviali di Bottrighe, Papozze, Villanova Marchesana, Crespino e Guarda Veneta. All’altezza di Polesella il percorso attraversa il Po e si sposta in riva destra, in territorio emiliano, per avvicinarsi a Ferrara.

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Verso l'Ostiglia - Padova - Treviso

La direttrice ferroviaria che collegava il capoluogo della Marca alla cittadina mantovana di Ostiglia sulle sponde del fiume Po rappresenta un tracciato di grande importanza per le pratiche escursionistiche in bicicletta e il turismo lento. La ferrovia, il cui progetto risale agli anni a cavallo fra XIX e XX secolo, ma venne approvato molto tempo dopo, venne completata all’inizio degli anni ’40 del 1900, in concomitanza con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, e utilizzata soprattutto per il trasporto di truppe e materiale bellico. Fortemente danneggiata dai bombardamenti degli alleati, venne parzialmente rimessa in funzione nel dopoguerra, per essere definitivamente dismessa in tutta la sua lunghezza nel 1997. Dei totali 118 chilometri di lunghezza, allo stato attuale 52 sono stati trasformati in una splendida pista ciclabile, che va dalle porte della città di Treviso a Bevadoro di Campodoro, non lontano da Piazzola sul Brenta. La ciclabile, che insiste sul sedime della vecchia ferrovia, presenta un fondo in parte sterrato e in parte asfaltato, e intercetta interessanti eccellenze territoriali come l’Oasi di Cervara a S. Cristina di Quinto di Treviso e la Rotonda di Badoere, oltre ad incrociare interessanti itinerari come il Cammino di Sant’Antonio e la Ciclovia del Brenta.

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Il Fiume Bacchiglione - Veggiano - Codevigo - Battaglia Terme

Fra colli, canali storici del territorio patavino e zone umide lagunari, il Bacchiglione si distingue per le sue caratteristiche di via d’acqua di notevole rilevanza, dove si intrecciano molteplici attrattive storiche e paesaggistiche, di sicuro interesse turistico. Il tratto padovano del fiume è fruibile grazie all’itinerario ciclabile che si sviluppa fra le sommità arginali del corso d’acqua e i contesti golenali in prossimità dell’alveo, sfruttando la viabilità campestre e segmenti stradali poco frequentati dal traffico veicolare. Il percorso ha il proprio punto di partenza nel territorio di Veggiano e prosegue verso Cervarese Santa Croce attraverso le pertinenze fluviali del Bacchiglione, per giungere al Castello di San Martino della Vaneza, immerso in un piacevole contesto rurale. Dall’interessante edificio storico, sede di un museo archeologico, la ciclovia si spinge verso la città di Padova, mantenendosi sugli argini del fiume e lambendo i centri abitati della cintura urbana patavina. L’itinerario punta quindi decisamente verso sud lungo il canale Roncajette, fino a raggiungere Bovolenta, dove il Bacchiglione riceve le acque del Canale Vigenzone, antica idrovia deputata alla navigazione fluviale. Una deviazione verso ovest consente di pervenire a Battaglia Terme e ai Colli Euganei, mentre il percorso principale prosegue in direzione di Pontelongo, sulle tracce dell’antica “Via del sale e dello zucchero”, e si allunga parallelamente al Bacchiglione fino a Correzzola e quindi a Codevigo, giungendo all’oasi naturalistica di Cà di Mezzo, al confine con la Provincia di Venezia.

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Taglio Nuovissimo

I territori della terraferma veneziana presentano delle bellezze paesaggistiche uniche nel loro genere, con gli ambienti palustri delle zone umide ai margini della Laguna Veneta, le Ville Venete, i canali storici realizzati dalla Serenissima per regolamentare i deflussi e praticare la navigazione commerciale. L’aspetto storico-geografico è al centro dell’itinerario del “Taglio nuovissimo”, percorso turistico posto lungo la via d’acqua seicentesca che collega il Naviglio Brenta al limite meridionale della Laguna di Venezia. Il canale costituisce il prolungamento a sud del Taglio Nuovo, realizzato per convogliare le acque del Muson Vecchio nel Naviglio Brenta. L’itinerario ha inizio dalla città d’arte di Mira, conosciuta per la presenza nel suo territorio di bellissimi esempi di ville erette dai patrizi veneziani e per lo splendido scenario della Riviera del Brenta. Seguendo il Taglio Nuovissimo, il percorso si dirige verso le vicine aree anfibie lagunari, la cui conformazione si può osservare con una breve deviazione verso la località Le Giare. Scendendo lungo il canale si giunge quindi al centro abitato di Lugo, che conserva la settecentesca chiesa di S.Maria, sede del Museo Archeologico di Campagna Lupia, non lontano dalla riserva naturale di Valle Averto, importante sito naturalistico. Proseguendo in direzione di Chioggia attraverso le terre di bonifica, si incontra l’idrovora di Lova, storico manufatto idraulico ottocentesco situato a poca distanza dal paese omonimo, dove si conclude l’itinerario.

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Padova Originale

La proposta di “Padova Originale” nasce da un’idea del geografo Pietro Casetta, e costituisce un progetto che illustra gli aspetti artistici e naturalistici della città di Padova e del territorio limitrofo, valorizzando l’arte contemporanea (i nuovi elementi architettonici, ambientali e paesaggistici), l’arte non ufficiale (come le opere di ingegneria del passato e del presente) e l’arte tecnologica (tra cui le opere idrauliche e le nuove tecnologie energetiche). Fra le diverse proposte di “Padova Originale”, risultano di particolare rilevanza gli emozionanti percorsi terrestri e nautici, che permettono di immergersi nella struttura urbana patavina e nell’interessante rete dei canali storici, che si allungano fino alla Laguna di Venezia. La visita allo splendido Caffè Pedrocchi, gioiello neoclassico, non si limita soltanto all’illustrazione delle prerogative artistiche e architettoniche, ma affronta temi intriganti e sconosciuti richiamati dall’insigne edificio di Giuseppe Jappelli, legati all’erotismo, alla massoneria e al risorgimento. Di grande suggestione è anche l’itinerario in barca lungo le mura cinquecentesche, che dalla Conca di navigazione delle Porte Contarine si sposta fino al celebre Porto del Portello e quindi alla Golena di San Massimo, dove si incontrano i Bastioni e ci si inoltra nell’emozionante Galleria sotterranea.

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Garda - San Zeno di Montagna

L’incantevole scenario del Lago di Garda e dei borghi storici affacciati sulle sue sponde e disposti sulle alture limitrofe è al centro di questo itinerario ciclabile, che permette di godere delle bellezze paesaggistiche della sponda veronese del bacino lacustre. Il percorso ad anello ha inizio nel centro storico di Garda e si allunga in direzione di Torri del Benaco, seguendo il suggestivo tracciato stradale che conduce verso Punta San Vigilio. Prima di giungere al promontorio, l’itinerario piega sulla destra e sale sul versante montuoso, con tratti in forte pendenza che si alternano a intervalli più pedalabili. Si raggiunge quindi Albisano, adagiato sulle alture che sovrastano Torri del Benaco, e in seguito San Zeno di Montagna, centro abitato posto in posizione sopraelevata e di grande interesse dal punto di vista panoramico, grazie alla splendida vista verso il lago di cui si può godere dal paese. L’itinerario prosegue fra i boschi del Monte Baldo, incontrando i castagneti da cui si ricavano i celebri “Marroni di San Zeno D.O.P.”, e scende a Caprino Veronese, da cui si ritorna sulle rive del lago attraversando un piacevole paesaggio collinare punteggiato da vigneti e oliveti.

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Ciclovia dell'Adige

Dalla Val Lagarina fino al Polesine, il fiume Adige, con il suo maestoso incedere, attraversa la parte occidentale e meridionale del territorio veneto, e connette fra loro entità paesaggistiche e storico-architettoniche di grande importanza. L’asta fluviale è percorribile per mezzo di un suggestivo itinerario che si snoda fra le piste ciclo-pedonali esistenti, le sommità arginali del corso d’acqua e la viabilità minore, dai colli veronesi fino al Mare Adriatico. Il percorso ha inizio dal paese di Rivoli Veronese e scende verso il capoluogo scaligero sfruttando un comodo tracciato ciclabile, incontrando i centri di Pastrengo, Bussolengo e Pescantina e offrendo incantevoli scorci panoramici verso la Val d’Adige e la Valpolicella. Giunto a Verona, l’itinerario entra nell’area del Parco dell’Adige Sud e punta verso l’esteso contesto rurale della pianura veronese, insistendo principalmente sulle sterrate poste sugli argini del fiume, toccando le località di Zevio e Albaredo d’Adige e allungandosi fino a Legnago, dove si trova l’interessante sito naturalistico dell’Oasi Verbena. Proseguendo lungo le arginature in sponda destra dell’Adige, il percorso si mantiene al limite settentrionale delle Valli Grandi Veronesi e fa quindi il suo ingresso in territorio rodigino, raggiungendo Badia Polesine e spingendosi verso Lendinara e Rovigo. Nel suo ultimo tratto la ciclovia si inoltra nelle terre di bonifica fra la Laguna Veneta e il Delta del Po, intercettando il centro abitato di Cavarzere e incrociando in seguito l’idrovia Po – Brondolo a Cavanella d’Adige, a breve distanza dalla riserva naturale del Bosco Nordio, per pervenire infine a Rosolina Mare, alla foce del fiume.

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Ciclabile Adige - Po

Disposto fra i due grandi segmenti fluviali dell’Adige e del Po, il territorio del Polesine conserva delle caratteristiche uniche all’interno della Regione Veneto, riferite soprattutto al contesto ambientale e al paesaggio, con le particolari atmosfere rarefatte della pianura e le aree ricche di biodiversità. L’itinerario, della lunghezza di poco più di trenta chilometri, intende guidare l’escursionista alla scoperta di questi luoghi suggestivi e nascosti, che custodiscono delle perle architettoniche e storico-artistiche e offrono al visitatore scenari e colori diversi a seconda delle stagioni. Il percorso si sviluppa lungo una pista ciclabile asfaltata e strade a limitato traffico veicolare, partendo dalla località di Barbuglio di Lendinara, sulle rive dell’Adige, e allungandosi verso Fratta Polesine, per raggiungere quindi Polesella sulla sponda sinistra del Po. La ciclabile, dotata di un’esauriente segnaletica, costituisce inoltre un ottimo collegamento fra la Ciclovia dell’Adige a nord e gli itinerari “VEN.TO. Venezia – Torino” e “Via del Mare – Ciclovia I3” a sud.

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Anello delle città murate

Tra castelli medievali, fortificazioni e canali storici, la zona della bassa padovana, fra i Colli Euganei e il fiume Adige, esercita un forte richiamo per il turismo lento e le pratiche escursionistiche a piedi e in bicicletta. Partendo da Monselice, comodo snodo autostradale e ferroviario, si raggiunge in breve la città di Este, dove ha inizio il percorso ad anello che interseca le più importanti eccellenze storico architettoniche del territorio circostante. Il nucleo storico cittadino ha come fulcro piazza Maggiore, attorno alla quale si sviluppano la torre civica e interessanti palazzi signorili, posta a breve distanza dal Castello Carrarese. La struttura difensiva del XIV secolo conserva dodici torri merlate e ospita, nella parte meridionale, il Museo Nazionale Atestino. Proseguendo verso ovest lungo il Canale Bisatto, antica idrovia realizzata nel XII secolo, si incontra Montagnana, splendido centro fortificato dotato di una cinta muraria carrarese con ventiquattro torri, alle cui estremità sono situati il Castello di San Zeno (ad est) e la Rocca degli Alberi (ad ovest). Il percorso procede in direzione di Bevilacqua, dove sorge il celebre castello, e punta quindi verso sud, intercettando il Monastero di San Salvaro, sede del Museo delle Antiche Vie. A valle di Merlara l’itinerario segue il corso del fiume Fratta e si riporta verso Este, incrociando lo storico nodo idraulico del Ponte delle Tre Canne e la suggestiva Abbazia Camaldolese di Carceri, antico insediamento benedettino.

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Malcenise e dintorni

L’itinerario consente di apprezzare lo splendido contesto ambientale del borgo di Malcesine e del territorio circostante, fra le sponde del Lago di Garda e le propaggini occidentali del Monte Baldo. Dal centro storico, dominato dal Castello Scaligero, il tratto settentrionale del percorso si sviluppa verso nord, incontra la stazione di partenza della funivia Malcesine - Monte Baldo e prosegue verso l’abitato di Navene, a poca distanza dal confine con il Trentino. Il segmento meridionale dell’itinerario percorre invece il lungolago verso Brenzone sul Garda e Torri del Benaco e raggiunge l’abitato di Cassone, che conserva un pregevole nucleo storico ed è sede dell’interessante Museo del Lago. In alternativa è possibile effettuare anche un tracciato più impegnativo, che si sviluppa sulla Via Panoramica situata alle spalle di Malcesine, paesaggisticamente notevole e fruibile anche con biciclette da corsa.

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Verona - Rivoli Veronese

Il percorso cicloturistico che collega il capoluogo scaligero al borgo di Rivoli Veronese condensa al suo interno eccellenze di tipo ambientale, paesaggistico e storico-culturale. Lasciata alle spalle Verona, si imbocca la pista ciclopedonale che conduce verso Bussolengo, cittadina adagiata sulla sponda destra dell’Adige e sede del Parco Natura Viva, nella cui area sorge il conosciuto Zoo Safari. Superato il paese di Pastrengo, dove si suggerisce una visita alle fortificazioni austriache, si giunge a Rivoli Veronese, allo sbocco della Val Lagarina. Il centro abitato, situato al centro dell’anfiteatro morenico generato dall’antico ghiacciaio dell’Adige, è noto per la battaglia vinta da Napoleone contro gli austriaci nel 1797 durante la Campagna d’Italia, e conserva importanti testimonianze storiche quali il Museo Napoleonico e l’ottocentesco Forte Wohlgemuth, imponente fortezza austriaca che ospita il Museo della Grande Guerra.

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Seguendo l'Adige

Il percorso ciclabile si sviluppa lungo le sponde del fiume Adige per circa venti chilometri nel territorio limitrofo alla città di Verona, coniugando le eccellenze naturalistiche poste lungo le anse del corso d’acqua alle bellezze architettoniche del centro storico. L’itinerario si snoda attraverso tracciati dedicati alla fruibilità ciclopedonale e viabilità urbana, e permette di apprezzare in modo adeguato il patrimonio ambientale e storico-artistico del capoluogo scaligero. Partendo dalla zona della Diga del Chievo, dove si estende il Parco dell’Adige Nord, dotato di ampie zone alberate, il percorso scende in direzione del centro urbano di Verona, dove spiccano le piazze storiche e i celebri monumenti fra cui l’Arena, il Ponte Pietra, la Basilica di San Zeno, le Arche Scaligere, il Palazzo della Ragione, il Palazzo della Gran Guardia. Proseguendo verso valle si giunge a Porto San Pancrazio e si entra nel Parco dell’Adige Sud, area verde adatta ad escursioni a piedi, in bici o a cavallo, in cui trovano posto un itinerario naturalistico finalizzato alla conoscenza della flora e della fauna locale, una fattoria didattica e alcune interessanti corti rurali.

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Lessinia in bici

Il contesto geografico dei Monti Lessini possiede delle particolari caratteristiche, morfologiche ed etnografiche, che ne fanno uno degli scenari più interessanti del territorio veneto. Nella parte superiore del sistema montuoso, che si presenta come un vasto altipiano, si estende il Parco Naturale Regionale della Lessinia, ambito di straordinaria importanza naturalistica, dove fra i boschi e i pascoli si possono notare i tipici elementi del carsismo, quali grotte e doline, con siti significativi come il Ponte di Veja, la Valle delle Sfingi e il profondo abisso della Spluga della Preta. Di gran rilievo è anche il patrimonio paleontologico della Lessinia, con i fossili di pesci e piante del Terziario ritrovati nel sito della Pessara di Bolca, e la tradizione etnografica, che fa riferimento alla presenza nell’altipiano della popolazione germanica dei Cimbri, a cui è dedicato un museo nel paese di Giazza. Alla scoperta di questo suggestivo territorio montano è dedicato un itinerario cicloturistico di media difficoltà, che ha come punto di partenza il Rifugio Bocca di Selva, nel Comune di Bosco Chiesanuova, e si snoda fra le malghe e le aree a pascolo in altura, intercettando anche storiche strutture della Grande Guerra.

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Est Veronese in bici

Aspetti storico-artistici, bellezze architettoniche ed eccellenze enogastronomiche sono al centro dell’itinerario cicloturistico che si sviluppa al limite orientale della Provincia di Verona, e che ha come fulcro la città di Soave. Il percorso presenta due direttrici principali, quella che si spinge a est verso Monteforte d’Alpone e sconfina in territorio vicentino nei pressi di Gambellara, e quella che si allunga dalla parte opposta, fra i dolci crinali della località di Costeggiola. L’escursionista potrà quindi addentrarsi all’interno di un piacevole paesaggio collinare, pedalando fra rigogliosi vigneti e alberi da frutto e incontrando interessanti borghi storici, mantenendo come base lo splendido centro fortificato di Soave, dominato dal celebre Castello. La città può fregiarsi del prestigioso marchio della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, riservato alle località dell’entroterra con meno di quindicimila abitanti che si distinguono per le attrattive paesaggistiche e monumentali, l’accoglienza, i servizi forniti al visitatore, la sostenibilità ambientale.

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Bardolino - Lazise

Il percorso che collega le due località rivierasche affacciate sulla sponda veronese del Lago di Garda si distingue per le molteplici attrattive presenti nel territorio attraversato, che vanno dal ricco patrimonio architettonico ai rinomati prodotti tipici locali. Bardolino, punto di partenza dell’anello turistico, lega il suo nome al prestigioso vino rosso locale, a cui peraltro è dedicato uno specifico itinerario enogastronomico, che si snoda nella zona di produzione tipica del Bardolino D.O.C. e del Chiaretto, ovvero la sua versione rosata. La cittadina, il cui nucleo storico conserva preziosi edifici religiosi e parti delle antiche strutture di difesa, rappresenta una delle più affermate località turistiche del lago, con spiagge curate e spaziose e un’offerta ricettiva ampia e diversificata. Il percorso si dirige quindi verso meridione attraverso il meraviglioso lungolago, supera Cisano, dove si trova il Museo dell’Olio, altra eccellenza locale, e raggiunge Lazise. Storica località di villeggiatura, Lazise custodisce importanti monumenti come la Dogana Veneta e il Castello Scaligero e possiede un entroterra incantevole coltivato a vite ed olivo, apprezzabile percorrendo il tracciato di ritorno dell’anello che si riporta verso Bardolino.

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Ciclabile e Ippovia della Brenta / Magiche acque

L’itinerario interessa un ambito geografico di gran pregio, che comprende aree anfibie sospese fra terra ed acqua, specchi lagunari ricchi di biodiversità, produttivi territori di bonifica e rilevanti testimonianze storico-artistiche. Partendo dalla città marinara di Chioggia si segue il percorso dell’Ippovia della Brenta, adatto anche all’escursionismo in bicicletta, lambendo l’interessante zona di produzione agraria specializzata del Parco degli Orti, in località Brondolo. Il tracciato prosegue lungo il limite meridionale della Laguna Veneta, incrociando Conche e Santa Margherita di Codevigo, dove un’idrovora ottocentesca ospita un itinerario didattico inerente la gestione delle acque nel territorio di bonifica. L’impianto di sollevamento è il punto d’intersezione con il suggestivo percorso “Magiche Acque”, che si sviluppa da Lova a Correzzola intercettando i diversi manufatti idraulici deputati al controllo delle acque e le aree umide circostanti, fra cui l’oasi di Cà di Mezzo. Da Santa Margherita una deviazione permette inoltre di raggiungere il contesto palustre di Valle Millecampi, di grande importanza dal punto di vista naturalistico. L’itinerario procede quindi verso nord, spingendosi a Cambroso, piccolo centro in cui sorge il Palazzo dei Merli, antica residenza dello scrittore veneziano Alvise Cornaro, e giungendo a Campolongo Maggiore, dove si trova un punto di accoglienza turistica lungo l’Ippovia.

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Funivia del Baldo verso Malcesine

Un itinerario unico all'insegna dello sport a contatto con la natura passando dalle rive del Garda fino alla sommità del Monte Baldo per poi ridiscendere verso le rive del lago. La partenza è a Malcesine ai piedi della Funivia del Baldo, funivia inaugurata nel 1962. La stessa vi condurrà a quota 1800 m slm, quasi alla sommità del Monte Baldo, in pochi minuti. Qui potrete praticare lo sci e lo snowboard nei periodi invernali, mentre durante la stagione estiva potrete godere di escursioni organizzate in mountain bike, trekking e nordic-walking. Per i più audaci sono presenti attività di volo con il deltaplano e il parapendio. Proseguendo lungo il nostro itinerario raggiungeremo Ferrara di Monte Baldo, la cui valle fu testimone di fatti d'arme durante le campagne di Napoleone in Italia e durante le guerre per il Risorgimento. Al confine tra Ferrara e Caprino Veronese sorge il Santuario della Madonna della Corona, in un incavo scavato nel Monte Baldo. All'interno del Santuario vi è una riproduzione della scala che si trova a Roma, vicino alla Basilica di San Giovanni in Laterano (la scala dove Gesù salì e scese più volte il giorno in cui fu flagellato, coronato di spine e condannato a morte, tingendola così con il suo sangue). Vi invitiamo a chiedere informazioni sulle particolari tradizioni da seguire per poterla percorrere. Il nostro itinerario vi porterà ora a scendere verso Brenzone e la bellissima Val di Sogno. Appena lasciata la Val di Sogno ci spostiamo verso Malcesine visitando il comune che ospita la partenza della funivia sulla riva orientale del lago. Malcesine, raccolta attorno al Castello Scaligero risalente al 1500 ed allo storico Palazzo dei Capitani conserva ancora intatte le sue origini medievali e quel tipico aspetto mediterraneo che tanto hanno colpito Goethe.

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Anello ciclabile Garda Sud Est

Questo itinerario vi condurrà tra le bellezze storiche e naturalistiche di alcuni dei più antichi borghi della zona del Garda, attraverso paesaggi evocativi e città ricche di tradizione. La partenza è a Sommacampagna, borgo antichissimo, come testimoniano i ritrovamenti archeologici preistorici effettuati nel corso dei secoli. Lungo il percorso è possibile ammirare l’obelisco di Custoza, triste testimonianza delle sconfitte inferte dagli austriaci durante l’ottocento; dall’imponente ossario in memoria dei caduti italiani è possibile godere di un panorama spettacolare sul paesaggio circostante. Proseguendo si arriva alla città di Valeggio sul Mincio, che conserva un prezioso patrimonio artistico e architettonico composto da antichi palazzi, il meraviglioso parco di Villa Manfei Sigurtà e l’imponente Ponte Visconteo. Il paesaggio di Mozambano è ricco e suggestivo coi i suoi colli di vigneti, cipressi e ulivi; degno di nota è il Castello Medievale, risalente all’invasione degli Ungari, usato a scopi difensivi come ci dicono il suo perimetro e le sue torri, una delle quali trasformata in torre – orologio e dalla quale si gode uno stupendo panorama sulla vallata del Mincio. Tappa obbligata è Castellaro Lagusello, che racchiude nel suo nome l’elemento castello e lago, e che vanta numerose certificazioni, quali “Borghi più belli d’Italia”, “Bandiera Arancione”, “Patrimonio dell’ Unesco” per i siti palafitticoli preistorici. Il giro si conclude nelle frazioni immerse nella natura di Salinonze e San Giorgio in Salici, per poi ritornare a Sommacampagna.

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Anello ciclabile Garda Sud Ovest

Il percorso che attraversa le città di Calcinato, Esenta e Lonato consente di ammirare la pianura bresciana, lungo un itinerario ricco di storia e cultura. Da Calcinato, che si estende lungo il corso del fiume Chiese, si arriva ad Esenta: un paese dalle origini lontane, che nel corso dei secoli è stato oggetto di numerose battaglie e conquiste da parte di varie popolazioni straniere. Seguendo il percorso si arriva a Lonato, ricco di monumenti e palazzi di grande valore storico e culturale; la Casa del Podestà del Senatore bresciano Ugo Da Como, risalente al '400 e caratterizzata da raccolte d'arte, libri, incunaboli, codici, manoscritti; la rocca viscontea con il Museo ornitologico; la Basilica di S.Giovanni Battista, le Fornaci romane, il castello di Drugolo: queste sono solo alcune degli elementi che compongono la preziosa eredità artistica di Lonato. Il percorso si conclude nella frazione di Campagna di Sotto, per poi ritornare a Calcinato.

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Via dell'Adige

Il nostro itinerario si muove da sud verso nord, dal Veneto al Trentino partendo da Peschiera per condurci fino a Rovereto. La visita alla città di Peschiera offre testimonianze di tutte le epoche storiche: dall'età delle culture palafitticole al periodo romano, dall'alto e basso medioevo all'età scaligera, dal periodo di dominazione veneta all'età napoleonica, alla dominazione asburgica. Ci spostiamo verso Lazise la cui fondazione si deve ai romani. Il nome odierno della città infatti deriva dal latino Lasitium, poi laceses che significa luogo lacustre. Di chiara impronta medioevale è il suo nucleo più antico, circondato dalle belle mura erette dagli Scaligeri nel sec. XIV, la rocca ed il Castello Scaligero. Sul lungolago, che ricorda Piazza San Marco di Venezia, si affacciano case e portici con bar, ristoranti e negozi che proseguono anche dentro i caratteristici vicoli, alcuni dei quali conservano la denominazione di "calle". Da visitare la Dogana Veneta costruita nel Trecento e il castello di Lazise, costruito prima dell'anno 1000 a difesa delle incursioni degli ungari. Spostandoci a Bardolino scopriamo un'ansa molto bella del lago di Garda, distante dalle zone più affollate e trafficate del basso lago, ricca di bellezze naturali e zona di produzione del famoso vino omonimo. Borghetto sull'Adige è considerato il confine del "Tirolo storico", ed è il tratto meridionale della pista ciclabile che attraversa il Trentino da sud a nord . Il percorso si snoda su vecchie strade arginali riadattate e chiuse al traffico, che passano attraverso campagne e frutteti, costeggiando borghi e piccoli paesi.Passando per il centro abitato di Mori, il nostro percorso termina a Rovereto, meta di visitatori interessati alla storia e all'arte. Qui potrete visitare il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea considerato uno fra i più importanti d'Europa.

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Dal Garda al Po

Questo lungo itinerario scende dalla città di Manerba lungo il Lago di Garda, per poi inoltrarsi Parco del Mincio fino ad arrivare a Governolo. Manerba è una meta turistica molto apprezzata, ricca di festività e manifestazioni tradizionali che ne valorizzano i prodotti enogastronomici. Proseguendo si arriva a Desenzano del Garda, che offre una vista unica sul Lago, e a Peschiera del Garda, luogo strategico e militare di primaria importanza durante al medioevo e famosa per il suo ricco patrimonio naturalistico, religioso, artistico e storico. Il paesaggio di Mozambano è ricco e suggestivo coi i suoi colli di vigneti, cipressi e ulivi; degno di nota è il Castello Medievale, risalente alle invasioni degli Ungari, usato a scopi difensivi. Una volta oltrepassato Valeggio sul Mincio e aver ammirato uno dei borghi più belli d’Italia, si arriva a Mantova; questa maestosa città , nominata Patrimonio dell’UNESCO, propone ai suoi visitatori innumerevoli offerte turistiche, che consentono di ammirare le sue bellezze artistiche e naturali. Sicuramente degno di nota è il Parco-Giardino di Bosco Virgiliano: il più grande giardino della città, istituito nel 1930 in onore di Virgilio e venne progettato per ospitare tutte le specie botaniche citate dal poeta nelle sue opere; oggi le antiche serre sono diventate casa per le farfalle, e ospita numerosi eventi e manifestazioni durante il corso dell’anno. L’itinerario si conclude a Governolo, dove il fiume Mincio incontra il Po.

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Anello ciclabile dei laghi

Questo anello ciclabile parte da San Felice del Benaco e si snoda all'interno del territorio, comprendente i tre piccoli centri di S. Felice, Portese e Cisano, e raggiunge il delta del torrente Toscolano in una bellissima e soleggiata posizione, dove il Comune di Toscolano Maderno e Toscolano, in particolare, testimoniano le loro origini romane, grazie ai resti di una grande villa che sarebbe stata di proprietà del console bresciano Marco Nonio Macrino. Da visitare il Santuario di Supina eretto alla fine del Quattrocento. Spostandoci a Gargnano scopriamo uno dei più bei centri storici del lago di Garda. L'atmosfera serena che qui si respira richiama il signorile passato turistico del Lago di Garda. Nel raggiungere il Lago D'Idro percorriamo le sponde del lago artificiale di Valvestino. Il Lago d'Idro, situato tra il lago di Garda e il lago di Iseo nelle pre Alpi bresciane, è un lago alpino lungo 12 km e largo 2. Di certo un posto ideale per gli amanti del quieto vivere, dello sport a contatto con la natura e delle vecchie tradizioni, le sue acque sono inoltre la meta prediletta di numerosi pescatori per la loro pescosità. Passando per Capolvalle raggiungiamo il primo comune della riviera dei limoni: Salò, posta sulla sponda bresciana a sud-ovest del Lago di Garda. Sul bellissimo Lungolago di Salò, all'altezza dell'imbarcadero, si notano "Il Palazzo della Magnifica Patria" ed "il Palazzo del Podestà" che testimoniano la nobile storia della città, nonché il Vittoriale del Italiani, una cittadella monumentale che si estende per circa nove ettari, nel Comune di Gardone Riviera. Dimora dove Gabriele d'Annunzio visse i suoi ultimi anni, il Vittoriale è un vero e proprio museo in cui sono contenute reliquie, ricordi, cimeli e tracce del suo "esagerato" vivere. Da Salò non ci resta che raggiungere di nuovo San Felice del Benaco per completare anche questo itinerario ricco di natura, arte e storia.

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Anello ciclabile del basso Garda

Questo itinerario evocativo permette di ammirare la zona meridionale del Lago di Garda in tutto il suo splendore, attraversando borghi e città ricche di storia e bellezze naturali. La partenza è a Maguzzano, dove si può ammirare l’antica Abbazia benedettina; lungo il perimetro del Lago si trovano numerosi paesi e borghi antichi, e con una piccola deviazione si può giungere fino a Sirmione, che occupa una splendida posizione panoramica dove si trovano i resti della villa romana nota da secoli con il nome di "Grotte di Catullo", l'esempio più grandioso di edificio privato di carattere signorile di tutta l'Italia settentrionale. Si arriva poi a Peschiera del Garda, luogo strategico e militare di primaria importanza durante al medioevo e famosa per il suo ricco patrimonio naturalistico, religioso, artistico e storico. Continuando la risalita lungo il lato orientale del lago si arriva a Lazise, dove si può ammirare uno dei castelli gardesani meglio conservati, e alla suggestiva Punta San Vigilio, con la splendida Baia delle Sirenne. Dopo una tappa a Torri del Benaco e una visita all’imponente Castello Sclaigero, è possibile attraversare il Lago grazie al servizio di traghetti fornito da Navigarda e ritornare sul lato occidentale, dove il giro si conclude con la discesa fino al punto di partenza, attraverso le città di Maderno e Salò.

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